…a love that keeps me waiting.

Mi manca la sicurezza. La sensazione di sapere che quando parli qualcuno riderà e ti darà un bacio, anche se hai detto una stupidaggine. Quella cosa che ti fa respirare un po’ più leggera. Mi manca un po’, una radice, mi manca. E spererei in un universo fatto di reti, come aveva detto V. tanto tempo fa, parlando d’amore. Quanto mi aveva fatto incazzare, quel suo anarchismo ostentato, ricercato ostinatamente. Quel tratto idealistico che mi aveva fatto innamorare di lui tanto tempo prima, da un certo punto, com’è ovvio, forse, era diventato intollerabile. E invece eccomi a ripetere le sue posizioni, da una distanza siderale.

E mentre sto qui a proclamare idealismi, e a parlare, ancora, di mancanze, mentre piove, e si è rotto il computer, mentre faccio tardi all’università perché penso che se mettessi piede a casa crollerei addormentata come Aurora, mentre tutto questo accade, sento un po’ le mani che tremano, e aspetto un appuntamento. Mentre ripenso al film che ho visto e di cui avevo già letto, che mi ha fatto pensare tanto ad A., alla (mia) sua mancanza, e anche un po’ ad M., e ai miei uomini scapestrati, sento un po’ le mani che tremano e aspetto un appuntamento. E mi impongo l’annullamento delle aspettative ma anche delle paure. E sono un po’ orgogliosa di me, metto il rossetto e sorrido. Stasera proviamo una cosa nuova.

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10 commenti

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10 risposte a “…a love that keeps me waiting.

  1. spero che l’appuntamento sia andato bene. un abbraccio

  2. Le tue attese sono sempre descritte in maniera così gentile.

  3. mi piace come parli del tuo dolore sordo
    quello che non se ne va
    quello che rimane là anche dopo che la nazionale vince il mondiale
    è bello come presti il fianco alla spada di qualcuno nella speranza che quello non ti infilzi.
    Il tuo modo per cercare chi conta davvero è morire ogni volta
    E’ una cosa che abbiamo in pochi sai.
    La maggior parte uccide e poi si chiede se ha fatto bene o male.

    • Non lo so se è come dici tu, che siamo in pochi, ma il morire ogni volta mi sa che è vero. Il dolore sordo di sicuro. Si spera solo che arrivi presto quel momento, che prima o poi arriva, in cui ringrazi della profondità con cui vivi il buio e l’ombra, perché ti concede luci bellissime.

  4. Pingback: …the times they are a-changing | grovigliosorridente

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